Dalla laguna a Gemona in bicicletta, prende forma la grande rete ciclabile regionale

Il piano illustrato dall’assessore Pizzimenti.

Con l’acquisto del sedime della ex ferrovia San Giorgio di Nogaro – Palmanova si aprono nuove possibilità di collegamento ciclabile dal Gemonese verso altre aree meridionali del territorio regionale di interesse turistico”.

Questo in sintesi l’obiettivo dell’assessore regionale alle Infrastrutture e territorio, Graziano Pizzimenti, che ha proposto alla giunta una delibera di indirizzo con cui, oltre a precisare che le risorse stanziate a bilancio per “Acquisto sedimi ferroviari dismessi” saranno destinate effettivamente
all’acquisizione della ex-ferrovia Palmanova – San Giorgio di Nogaro (900mila euro), ha illustrato la rete di ciclovie che la Regione intende potenziare.

Come ha spiegato l’assessore “è in corso di redazione il Piano regionale della mobilità ciclistica (PReMOCI) che, tra l’altro, per quanto riguarda la parte infrastrutturale definisce esattamente la rete ciclabile regionale (RECIR) e le connessioni e relazioni che la medesima garantisce con il territorio”.

“La ferrovia San Giorgio – Palmanova, che è dismessa da anni e per la quale già ci sono stati contatti con FS-Ferrovie dello Stato che intende alienarla, costituisce l’asta che collega San Giorgio di Nogaro e Porto Nogaro con la FVG 11” ha illustrato Pizzimenti, aggiungendo che “quest’ultima sarà denominata “Ciclovia del Corno e della memoria storica” che va dal Gemonese scende verso Passariano, piega a Palmanova per poi proseguire
verso Monfalcone, intercettando il centro intermodale di primo livello di Ronchi dei Legionari  e seguendo alcuni tracciati proposti da FIAB e dalle Unioni territoriali intercomunali”.

“Inoltre – ha aggiunto l’assessore – a Palmanova vi è il punto d’incontro con la ciclabile che collega la città stellata alla SR 56 a Manzano, lungo il percorso della nuova Palmanova Manzano, di cui è in corso la progettazione definitiva che sarà approvata entro l’anno”.

Si tratta quindi del completamento di quella nervatura di medio raggio che caratterizzerà la rete nel basso Friuli, che unisce le ciclovie principali con le parti intermedie del territorio caratterizzato da una urbanizzazione diffusa e di piccole dimensioni, che potranno usufruire di questa rete non solo per scopi turistici ma per collegamenti funzionali agli spostamenti pendolari e quotidiani, così come a quelli occasionali.

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