I simboli littori sul muro di casa, collezionista di Gemona assolto dall’accusa di apologia del fascismo

Assolto l’appassionato di militaria.

“È l’aratro che traccia il solco ma è la spada che lo difende”. La scritta è affissa a Gemona sulla casa di Paolo Garlant, appassionato di storia e collezionista di militaria. Sullo stesso muro il proprietario ha posto dei fasci littori, alcuni da collezione. “Dopo alcuni anni dal posizionamento dei fasci e della scritta era stato segnalato il fatto alla Procura della Repubblica, con l’accusa di apologia del fascismo”, spiega Garlant.

L’apologia del fascismo è vietata dalla Costituzione e negli ultimi anni ha messo a dura prova i tribunali d’Italia considerando il labile confine giuridico tra apologia e collezionismo. È iniziata su questa accusa una battaglia legale durata due anni che si è conclusa ieri a favore del collezionista con formula piena “perchè il fatto non sussiste”.

L’avvocato Vincenzo De Gaetano di Bologna ha basato la propria difesa sul decreto legislativo del 22 gennaio 2004 in materia di Beni Culturali che tutela gli oggetti legati al collezionismo storico.

Nei riguardi della sua assoluzione Garlant commenta: “La sentenza non è favorevole soltanto per me, ma per tutti gli appassionati di storia e i commercianti di militaria italiani, fin troppo spesso accusati ingiustamente. La memoria storica va tutelata così come vanno tutelati gli oggetti storici e da collezione”.

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