Critiche al taglio del pronto soccorso di Gemona dalla senatrice Stabile

L’intervento.

Interviene anche la senatrice di Forza Italia Laura Stabile nella questione del pronto soccorso di Gemona. La parlamentare ha espresso il proprio parere in una nota in quanto “ho lavorato per decenni nel Servizio sanitario regionale, negli ultimi anni quale direttore della struttura complessa medicina d’urgenza a Trieste”. 

Come riassunto dalla forzista, nella recente riforma approvata dalla Giunta regionale “compare la previsione che l’Istituto ‘Gervasutta’ di Udine, hub regionale per la riabilitazione, operi anche a Gemona del Friuli, e in tale sede sia orientato alla riabilitazione cardiovascolare”. Secondo Stabile, però, rimangono dei dubbi: “si prevede forse di far confluire a Gemona da tutta la regione casi molto selezionati di pazienti che necessitano di trattamenti riabilitativi altamente specialistici, dato che le funzioni del ‘Gervasutta’ sono di questo tipo?”

“I cittadini della montagna – prosegue l’onorevole – hanno bisogno di alcuni servizi di base, quali un presidio di pronto soccorso e un reparto di medicina in loco, anche dipendenti dall’ospedale hub, e di trasporti rapidamente accessibili ed efficienti per raggiungere in sicurezza il presidio principale, quando necessario. Sarebbe anche opportuno pensare a servizi basati sulla telemedicina per le aree meno facilmente raggiungibili”.

In questo modo, quindi, “i pazienti del gemonese saranno costretti ancor di più ad andare ad affollare il pronto soccorso e i reparti di medicina già affollati degli ospedali rimasti, Udine, Tolmezzo e San Daniele”. La chiusura del San Michele, inoltre, “non è stata accompagnata, come sarebbe stato necessario, dal potenziamento degli ospedali più vicini, del soccorso territoriale e dei trasporti, e l’assistenza distrettuale non è in grado di provvedere a tutte le necessità a cui rispondeva un presidio ospedaliero”.

La forzista conclude che “questi disagi non sarebbero in alcun modo alleviati dalla presenza di un presidio riabilitativo altamente specializzato rivolto all’utenza di tutta la regione, collocato a Gemona ma in sostanza estraneo alla comunità locale. Per le necessità reali dei cittadini, quindi, l’unica certezza che sembra rimanere è quella dei tagli”.

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