Salva la tomba di don Fasiolo, il parroco che si impegnó per Tarcento durante il Fascismo

Il cimitero di Sammardenchia

La tomba rimarrà nel cimitero di Sammardenchia.

La Giunta comunale di Tarcento ha accolto la richiesta della locale parrocchia di San Pietro Apostolo, che chiedeva che la tomba di don Gino Fasiolo venisse conservata e fosse quindi esclusa dalla rotazione del campo. Il motivo è il rilievo sociale e storico che ha assunto il parroco per la comunità della frazione di Sammardenchia durante gli anni della sua attività pastorale.

Nato a Treppo Grande il 20 settembre 1862, don Fasiolo fu una figura di riferimento per molti. Fu parrocco a cavallo tra la prima guerra mondiale e l’avvento del fascismo, sopravvivendo anche al secondo conflitto mondiale. Morì nell’agosto del 1949, venendo sepolto nel cimitero di Sammardenchia. 

Lì ancora riposa e per evitare che le sue spoglie vengano spostate, come può accadere in occasione dell’esumazione, necessaria per rendere i campi disponibili a nuove sepolture, la parrocchia ha chiesto di non toccare la sua tomba. L’amministrazione ha quindi accolto la richiesta, escludendo permanentemente qualsiasi attività del genere. Don Fasiolo riposerà quindi ancora per molto tempo nel paese in cui operò.

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