Da tutta Italia alla scoperta della montagna friulana, nuovo successo per i Campi di Legambiente

Ragazzi di un campo volontari di Legambiente di qualche anno fa

Bilancio positivo dall’esperienza che compie vent’anni.

Si è concluso alla fine di agosto il quinto campo di volontariato organizzato questa estate da Legambiente in Friuli Venezia Giulia. 

Dopo i soggiorni per gli under 18, che si sono svolti in giugno e luglio tra Forni Sopra, Dogna, Cercivento e Givigliana (in Comune di Rigolato) ed il campo di Grado riservato agli adulti (nell’ambito della campagna “Volontari per natura”), nella seconda metà di agosto è stata la volta di un campo per famiglie, ospitato ancora una volta in Carnia, tra Forni di Sopra e Feltrone (in Comune di Socchieve). 

Protagoniste cinque famiglie – in tutto nove adulti e nove minori – provenienti da Piemonte, Toscana e Lazio, che hanno potuto conoscere varie località della nostra montagna, da Venzone (con la visita guidata al Duomo ed al museo Tiere Motus) al Parco delle Dolomiti Friulane (patrimonio Unesco), alle cime delle Alpi Carniche, apprezzandone la bellezza e la storia. 

Oltre ai momenti culturali e di svago – indispensabili durante l’effettuazione di una vacanza – compresa la partecipazione e degustazione di piatti tipici ad una sagra, i volontari hanno collaborato anche con gli operai del Comune di Forni di Sopra nella manutenzione degli argini del Tagliamento e dell’accesso al sito archeologico del Cuol di Cjastiel. Inoltre hanno sistemato e reso nuovamente percorribili alcuni tratti del “Troi da l’Ors”, il sentiero che da Feltrone si dirige verso Pani, in parte danneggiato dalla caduta di alberi. Tra le escursioni effettuate c’è stata anche la salita verso i duemila metri del Passo e Lago Volaia.

Se lo scorso anno Legambiente festeggiava vent’anni dall’organizzazione del primo campo di volontariato nella nostra regione, quest’anno ricorrono vent’anni dalla prima di queste esperienze ospitate in Carnia e dieci anni dal primo Campo riservato agli under 18. Complessivamente, sono oltre 700 le persone, giunte praticamente da ogni regione d’Italia, che hanno soggiornato in questi anni, per un periodo variabile dai dieci ai quindici giorni, tra le nostre montagne, imparando a conoscerle e svolgendo attività utili all’ambiente.

Si è trattato – sottolineano i responsabili dell’associazione ambientalista – di un incontro felice per molti soggetti e sotto molteplici aspetti: innanzitutto per il territorio, che si è fatto conoscere e ha beneficiato di una ricaduta economica. Lo è stato anche per le amministrazioni locali e gli enti che hanno partecipato al progetto, che sono riusciti a far eseguire semplici ma importanti lavori di manutenzione (dal ripristino di sentieri alla cura di siti archeologici, dalla pulizia delle canalette di scarico delle strade forestali alla bonifica di vecchie discariche). Infine, per i partecipanti che hanno potuto effettuare una forma “alternativa” di vacanza, a costi contenuti, vivendo un’esperienza “autogestita” che li ha indubbiamente arricchiti sul piano umano e culturale.

A fronte della crescita della richiesta di partecipazione, testimoniata dall’aumento del numero dei campi organizzati anno dopo anno, si contrappone però la difficoltà nel riproporli, a causa dell’impossibilità di ottenere spesso anche un piccolo contributo per sostenere questo tipo di iniziative. È giunto così il momento di fare un bilancio e definire le prospettive future, riunendo tutti i soggetti interessati, a partire dagli amministratori dei Comuni montani. Se ne parlerà ad ottobre in un apposito convegno.

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